Guida di servizio
Servizi per anziani in provincia di Brescia: chi fa cosa e come si chiede
In provincia di Brescia l’aiuto a una persona anziana arriva da tre binari diversi. Il sanitario è gratuito: le Cure Domiciliari le prescrive il medico di famiglia e le valuta l’azienda sanitaria. Il sociale comunale si paga in parte, in base all’ISEE: assistenza a casa, pasti, trasporti, si chiedono al servizio sociale del proprio comune. Il privato è tutto a carico della famiglia. Si comincia da due telefonate: il medico di famiglia e il servizio sociale comunale.
Questa guida raccoglie in un posto solo quello che oggi è sparso su dieci siti. Ogni dato viene da una fonte ufficiale, elencata in fondo, ed è stato ricontrollato uno per uno. Dove l’informazione non è pubblicata, lo diciamo invece di stimarla. Aggiornata al 7 agosto 2026: le misure cambiano spesso, quindi prima di muoverti su una cifra conviene una telefonata di conferma.
Cure domiciliari e assistenza comunale: la differenza
È la confusione più comune, e sbagliare porta a bussare alla porta sbagliata e a perdere settimane. Sono due cose separate, con due enti diversi, due porte diverse e due regole di pagamento diverse. Non sono in alternativa: possono coesistere, e il modulo comunale chiede espressamente se le cure domiciliari sono già attive.
| Cure Domiciliari | Assistenza comunale | |
|---|---|---|
| Chi le organizza | L’azienda sanitaria (ASST) | Il Comune di residenza |
| Natura | Sanitaria e sociosanitaria | Sociale |
| Quanto costa | Gratuita, a carico del servizio sanitario | Si paga una quota, calcolata sull’ISEE |
| Chi la chiede | La prescrive il medico di famiglia o lo specialista | La persona, un familiare o l’amministratore di sostegno, allo sportello sociale |
| Cosa fa | Prelievi, medicazioni, terapie, catetere, fisioterapia, visite specialistiche a casa | Igiene personale, aiuto ai pasti, spesa, disbrigo pratiche, uscite, telesoccorso |
| Cosa NON fa | La spesa, le pulizie, la compagnia | Prestazioni sanitarie |
| Serve l’ISEE? | No | Sì, serve a calcolare quanto si paga |
La sigla ADI è cambiata, ma la usano ancora tutti
Regione Lombardia ha ridenominato l’Assistenza Domiciliare Integrata in Cure Domiciliari (C-Dom) con la delibera XI/6867 del 2022. Molti moduli comunali e molte persone dicono ancora ADI: è la stessa cosa, e allo sportello capiscono entrambi i termini.
Il binario sanitario: gratuito, e si passa dal medico di famiglia
Le Cure Domiciliari sono totalmente a carico del servizio sanitario e non comportano alcun costo. Spettano a chi risiede in Lombardia, a qualunque età e con qualunque reddito, se ricorrono insieme cinque condizioni: bisogni gestibili a domicilio, non autosufficienza anche solo parziale o temporanea, difficoltà a spostarsi con i mezzi comuni, una rete di supporto attorno alla persona, e una casa in cui l’assistenza sia praticabile.
A chi si presenta la domanda, e a chi no
La domanda va all’ASST del proprio territorio, non ad ATS. ATS accredita gli enti e pubblica gli elenchi, ma non eroga e non riceve le domande. In provincia le ASST sono Spedali Civili, Franciacorta e Garda. La Valle Camonica fa eccezione: pur essendo in provincia di Brescia, il riferimento è ATS della Montagna e la valutazione di ASST Valcamonica.
I tempi, dove sono dichiarati
Solo ASST Franciacorta pubblica uno standard, ed è utile conoscerlo anche per sapere cosa chiedere altrove: richieste non urgenti con operatori attivati entro tre giorni lavorativi, richieste urgenti con scheda di dimissione protetta entro un giorno, piano di assistenza compilato entro 72 ore dal primo accesso. Le altre due aziende non pubblicano tempi.
La dimissione protetta, che quasi nessuno chiede
Non è un servizio a cui si fa domanda: è il canale che fa partire le cure a casa senza dover ripassare dal medico di famiglia a ricovero finito. Si chiede al reparto, prima della dimissione, ed è il modo più rapido di attivare tutto. Dà accesso anche alla fornitura di dispositivi come letto e materasso antidecubito per un massimo di 60 giorni, prorogabili.
Gli ausili per la casa sono gratuiti
Letto ortopedico, materasso antidecubito, sollevatore, carrozzina, sedia per la doccia, rialzo per il water: per chi rientra nelle categorie previste non è previsto alcun costo. I presidi non personalizzati sono in comodato gratuito e vanno restituiti quando non servono più. Si parte dall’impegnativa del medico di famiglia. Per chi è già in assistenza domiciliare la consegna a casa è dichiarata entro dieci giorni.
Il binario comunale: la porta è il Servizio Sociale Territoriale
Quasi tutte le domande dei servizi sociali passano da lì, su appuntamento, nella zona di residenza. L’appuntamento non è un consiglio, è il passaggio obbligato: è ripetuto su ogni scheda di servizio del Comune. Questi sono i riferimenti del Comune di Brescia; negli altri comuni della provincia si chiede dello sportello sociale o dei servizi alla persona.
| Zona | Dove | Telefono | |
|---|---|---|---|
| Nord | via Luigi Gadola 16 | 030 2978093 | sstnord@comune.brescia.it |
| Sud | via Gian Franco Omassi 5 | 030 2978066 | sstsud@comune.brescia.it |
| Centro | via della Rocca 16 | 030 2977445 | sstcentro@comune.brescia.it |
| Est | corso Luigi Bazoli 7 | 030 2977068 | sstest@comune.brescia.it |
| Ovest | via dei Paganini 1 | 030 2977032 | sstovest@comune.brescia.it |
Sede del settore: Piazza della Repubblica 1, centralino 030 29771. Le sedi sono dichiarate prive di barriere architettoniche. Gli orari di apertura al pubblico non sono pubblicati: tutte e cinque le schede rimandano a una telefonata.
Cosa si può chiedere
- Assistenza a domicilio. Igiene personale e della casa, spesa, disbrigo pratiche, aiuto al pasto, uscite, custodia sociale e telesoccorso attivo giorno e notte. Non si misura in ore: si assegna un budget mensile, speso presso un ente accreditato che si sceglie nella domanda. Nessuna soglia ISEE di sbarramento; la priorità va a chi è solo.
- Pasti. Un pasto al giorno, in tre forme: buoni per punti accreditati, pasto nei centri diurni, o consegna a casa, garantita sette giorni su sette a chi non può raggiungere una mensa.
- Lavanderia a domicilio. Ritiro e riconsegna settimanale di biancheria e indumenti, gratuita, per chi non è in grado di provvedere da sé.
- Centri diurni. Per chi è autosufficiente o ha lievi fragilità, con pasti, bagni protetti e sorveglianza. Esiste anche una versione a maggiore intensità assistenziale.
Trenta giorni è il tempo della risposta, non del servizio
Il procedimento si conclude entro 30 giorni lavorativi dalla domanda completa. È il termine entro cui arriva una risposta: il regolamento comunale prevede espressamente le liste di attesa, quindi fra la risposta e l’inizio effettivo può passare altro tempo. Conviene chiederlo allo sportello e regolarsi di conseguenza.
I soldi: cosa dà la Regione, cosa dà l’INPS
Indennità di accompagnamento
551,53 euro al mese nel 2026, per dodici mensilità. Spetta a chi ha i requisiti sanitari e risiede stabilmente in Italia, indipendentemente dal reddito e dall’età. È l’unica prestazione economica di invalidità civile realmente ottenibile da zero da una persona molto anziana: la pensione di inabilità e l’assegno mensile hanno il limite tassativo dei 67 anni. Si sospende oltre 29 giorni di ricovero. Il percorso parte dal certificato medico introduttivo del medico di famiglia.
Bonus regionale per chi assume un assistente familiare
Rimborso fino al 60% della spesa per la retribuzione, con due tetti: fino a 2.400 euro con ISEE entro 25.000, fino a 2.000 euro con ISEE fino a 35.000. Servono un contratto regolarmente registrato di categoria C Super e l’iscrizione della persona al registro territoriale dell’Ambito. La domanda si presenta solo per via telematica, pena inammissibilità, e si valuta in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse: non c’è graduatoria e non c’è un tempo certo.
Misura Sostegno, quella che prima si chiamava B1 e B2
Per chi ha un alto bisogno assistenziale (dai 70 anni, con ISEE sociosanitario entro 50.000 euro) il contributo mensile va da 565 a 900 euro se assiste un familiare, e da 900 a 1.300 euro se c’è personale regolarmente impiegato. Per il basso bisogno (ISEE entro 25.000) si va da 100 euro al mese per il familiare fino a 800 per il personale.
Le incompatibilità, che fanno respingere le domande
È il punto che una famiglia rischia di ignorare. Il contributo è escluso in caso di accoglienza definitiva in RSA o hospice anche se pagata interamente di tasca propria, di presa in carico con RSA Aperta, di frequenza di centri semiresidenziali oltre le 18 ore, di Home Care Premium INPS e di Prestazione Universale. Inoltre alto e basso bisogno si escludono a vicenda, e i tre contributi sono alternativi fra loro. Vale la pena leggerle prima di presentare la domanda, non dopo.
Una precisazione che quasi tutte le fonti online sbagliano: la legge regionale sul caregiver familiare del 2022 è stata abrogata nel giugno 2026 e la materia è confluita nel testo unico. E la legge di per sé non dà diritto ad alcun compenso: definisce il caregiver come chi presta cura in modo non professionale e gratuito. Il denaro passa dai contributi qui sopra, non dalla legge.
Quando serve un amministratore di sostegno
Il Giudice Tutelare nomina con decreto una persona, di solito un familiare, che assiste o rappresenta chi ne beneficia, con poteri limitati ai soli atti elencati nel decreto. Serve quando una menomazione fisica o psichica, anche temporanea, impedisce di occuparsi dei propri interessi. Non ci sono requisiti di età né di ISEE.
Non serve un avvocato. Il ricorso si presenta al Giudice Tutelare del luogo di residenza, con il modulo scaricabile dal sito del Tribunale. Costa 27,00 euro di diritti di notifica ed è esente da contributo unificato e imposta di registro. A Brescia città l’Ufficio di Prossimità trasmette gli atti per via telematica. Il Tribunale dichiara tempi di "alcuni mesi" e non pubblica un dato più preciso.
Attenzione all’indirizzo del Tribunale
www.tribunale.brescia.it non è il sito del Tribunale: è un dominio in vendita che intercetta il traffico di chi lo cerca. Verificato il 7 agosto 2026. Il sito ufficiale è tribunale-brescia.giustizia.it.
Una cosa che sorprende chi viene nominato: c’è un rendiconto annuale obbligatorio, e la cancelleria non manda alcun avviso. Ometterlo può portare alla rimozione dall’incarico. La buona notizia è che si può depositare per posta certificata o per raccomandata: non serve andare in Tribunale ogni anno.
Associazioni e patronati
Una distinzione utile prima dei nomi: il patronato è gratuito e non serve la tessera di un sindacato per usarlo, mentre il CAF svolge un’attività fiscale e può essere a pagamento.
- Filo d’Argento, Auser Brescia. Ascolto telefonico, accompagnamento a visite ed esami, consegna farmaci, aiuto per la spesa e per le pratiche. Via F.lli Folonari 7, Brescia. Numero verde 800 995 988, oppure 030 3758039 dal lunedì al venerdì. Gli accompagnamenti vanno chiesti con almeno una settimana di anticipo.
- Anteas Brescia. Trasporto sociale e trasporto di sollievo. Via Altipiano d’Asiago 3, Brescia, tel. 331 743 9444. In Valle Camonica Anteas ha sportelli a Darfo, Piancogno, Edolo e Piancamuno.
- Caritas diocesana, Centro di Ascolto Porta Aperta. Ascolto e orientamento anche verso i servizi comunali. Piazza Martiri di Belfiore 4, tel. 030 3757746, dal lunedì al venerdì. Non eroga trasporto sanitario né assistenza a domicilio. Per i comuni della provincia il riferimento è la Caritas della propria parrocchia.
- Patronati. Per le pratiche di invalidità e previdenza. INAS CISL ha diciassette sedi in provincia, fra cui Breno, Chiari, Darfo, Desenzano, Edolo, Gardone Val Trompia, Gavardo, Ghedi, Iseo, Lumezzane e Manerbio.
Da dove si comincia, in ordine
Se una persona cara ha smesso di essere autosufficiente e non sai da che parte girarti, questo è l’ordine reale delle cose da fare. I primi tre passi si possono avviare insieme: non serve che uno finisca perché parta il successivo.
- 1
Il medico di famiglia, subito
È il cardine di due percorsi diversi che partono da lì: la prescrizione delle Cure Domiciliari, che poi valuta l’azienda sanitaria, e il certificato medico introduttivo per il riconoscimento dell’invalidità civile, che è il presupposto dell’indennità di accompagnamento. Quel certificato vale 90 giorni. Nella stessa visita si possono chiedere anche gli ausili per la casa: letto articolato, materasso antidecubito, sollevatore.
- 2
Se la persona è ricoverata, parlare col reparto PRIMA della dimissione
Chiedere l’attivazione della dimissione protetta. È l’unico canale che accelera davvero: in ASST Franciacorta l’attivazione è dichiarata entro un giorno, contro i tre giorni lavorativi della richiesta ordinaria. Dà accesso anche ai dispositivi di serie per 60 giorni, prorogabili.
- 3
Fare l’ISEE, e farlo nella forma giusta
Serve per quasi tutto il lato sociale. Per una persona non autosufficiente conta l’ISEE sociosanitario, che permette di riferire la dichiarazione a un nucleo ristretto. La dichiarazione si può presentare al Comune, a un CAF, all’ente che eroga la prestazione, alla sede INPS o online sul portale INPS: non solo al CAF.
- 4
Prendere appuntamento con il Servizio Sociale Territoriale
È la porta d’ingresso ad assistenza domiciliare, pasti, lavanderia, trasporto sociale, centri diurni e contributi economici. L’appuntamento è obbligatorio, non opzionale. Chi non presenta l’ISEE paga la compartecipazione massima; chi non ce l’ha ancora ha 60 giorni per portarlo.
- 5
Verificare le prestazioni economiche, in ordine di probabilità
Prima l’indennità di accompagnamento, che non ha limiti di reddito né di età ed è la sola realmente ottenibile ex novo da una persona molto anziana (la pensione di inabilità e l’assegno mensile hanno il limite tassativo dei 67 anni). Poi la Misura Sostegno regionale, controllando prima le incompatibilità. Poi il Bonus Assistenti Familiari, se si assume qualcuno con contratto.
- 6
Se serve qualcuno in casa, decidere la forma del rapporto
Assumere direttamente una persona come lavoratrice domestica comporta la comunicazione a INPS entro le 24 del giorno prima dell’inizio e i contributi trimestrali: è la strada che apre il Bonus regionale e la detrazione del 19%. In alternativa ci si rivolge a imprese o professionisti qualificati, ammessi anch’essi dalla Misura Sostegno.
- 7
Il fisco, l’anno dopo
Detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro l’anno, con reddito sotto i 40.000, e solo con pagamenti tracciabili. Più la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro. Le due agevolazioni si sommano.
- 8
Se la persona non è più in grado di gestire i propri interessi
Ricorso al Giudice Tutelare per l’amministrazione di sostegno. Non serve un avvocato, il deposito costa 27,00 euro di diritti di notifica ed è esente da contributo unificato. Il Tribunale dichiara tempi di "alcuni mesi".
E ricorda che i tre binari possono convivere. Cure domiciliari gratuite, servizi comunali con compartecipazione e aiuto privato non si escludono a vicenda. Fanno eccezione le misure regionali, che hanno regole di incompatibilità precise.
Quello che non siamo riusciti a verificare
Questa sezione vale quanto il resto della guida. Preferiamo dire che un dato non l’abbiamo trovato piuttosto che scriverne uno plausibile.
- Le tariffe dei servizi sociali del Comune di Brescia. L’ultimo atto tariffario pubblicato è del dicembre 2023 e vale per il 2024. Il regolamento impone di rideterminare gli importi ogni anno, ma le delibere del 2025 e del 2026 non risultano pubblicate. Le cifre vanno chieste al Servizio Sociale Territoriale di zona.
- Quante ore corrispondono ai livelli delle cure domiciliari. Nessuna delle fonti consultate pubblica il rapporto fra livello assegnato e accessi settimanali.
- Gli orari di apertura degli sportelli sociali comunali. Non sono pubblicati: le schede rimandano tutte a una telefonata.
- I tempi di attesa reali fra la risposta alla domanda e l’inizio del servizio. Il regolamento prevede le liste d’attesa ma non pubblica una stima.
Le fonti ufficiali
- comune.brescia.it, servizi sociali e schede dei singoli servizi
- ats-brescia.it, elenchi degli enti accreditati e misure regionali
- asst-spedalicivili.it, asst-franciacorta.it, asst-garda.it
- regione.lombardia.it e bandi.regione.lombardia.it
- inps.it, invalidità civile e prestazioni
- tribunale-brescia.giustizia.it, amministrazione di sostegno
Guida a cura della redazione di Senilia, aggiornata al 7 agosto 2026. Se trovi un dato non più valido, scrivici e lo correggiamo. Puoi linkare o citare liberamente questa pagina.
Senilia non c’entra con nessuno dei servizi descritti qui sopra: li abbiamo raccolti perché ce li sentiamo chiedere di continuo e non esisteva un posto solo dove leggerli. Quello che facciamo noi è un’altra cosa, e riguarda le ore che il pubblico non copre: aiuto a ore a casa, accompagnamento a visite, compagnia, spesa. Se vuoi capire come si incastra con il resto, il confronto fra le tre strade è in questa pagina.