Come si sceglie

Alternativa alla badante: cosa esiste davvero

Le strade sono tre, non una: il servizio pubblico del Comune e dell’azienda sanitaria, la badante convivente, e l’aiuto a ore con operatori autonomi. La terza esiste da poco e quasi nessuno la nomina, ma è quella che serve alla maggior parte delle famiglie: poche ore alla settimana, prenotate quando servono, senza diventare datore di lavoro.

Qui sotto trovi il confronto con i costi reali di ciascuna, compresi i nostri. E la parte che di solito nessuno scrive: quando la badante è la risposta giusta e noi non serviamo.

I tre binari, in breve

Sono davvero diversi fra loro, e non è una scelta fra tre versioni della stessa cosa. Cambia chi paga, cambia chi è il datore di lavoro, e cambia soprattutto che tipo di bisogno coprono.

Binario 1

Il servizio pubblico

Il Comune per la parte sociale, l’azienda sanitaria per quella sanitaria. Costa poco o niente, ma ha requisiti di accesso, una valutazione da attendere e un monte ore limitato.

Va provato per primo. Se spetta, è la cosa più conveniente che esista.

Binario 2

La badante convivente

Una lavoratrice domestica che la famiglia assume, con contratto, contributi, tredicesima e TFR. Vive in casa o viene tutti i giorni.

È la risposta giusta quando serve presenza continua, di notte o per tutta la giornata.

Binario 3

L’aiuto a ore

Un operatore autonomo viene per le ore che servono e se ne va. Nessun contratto di lavoro, nessun impegno mensile, si prenota anche una volta sola.

È quello che facciamo noi, ed è pensato per chi ha bisogno di qualche ora, non di una presenza fissa.

Quanto costano davvero

Una badante convivente costa circa 1.839 € al mese, cioè attorno ai 22.000 euro l’anno. Sono i numeri del contratto collettivo del lavoro domestico per una persona inquadrata al livello C Super, convivente a 54 ore settimanali, con vitto e alloggio. Di quella cifra alla lavoratrice arrivano circa 1.121 € netti: il resto sono contributi, tredicesima e TFR, cioè il costo del lavoro fatto in regola.

Ecco cosa costa invece l’aiuto a ore, con le nostre tariffe reali, a seconda di quanto serve. Gli importi sono al mese.

Se serve Aiuto a ore Badante convivente
Una visita medica al mese circa 42 € 1.839 €
Un pomeriggio di compagnia a settimana circa 182 € 1.839 €
Due pomeriggi a settimana circa 364 € 1.839 €
Tutti i pomeriggi feriali circa 1.170 € 1.839 €
Presenza giorno e notte non lo facciamo 1.839 €

Le due colonne non misurano la stessa cosa e sarebbe scorretto far finta di sì: una convivente c’è anche di notte e nei giorni in cui non serve niente. Il confronto serve a capire una cosa sola, cioè da che punto in poi conviene l’una o l’altra.

Il punto di pareggio

Con la stessa cifra che costa una convivente si comprano circa 136 ore al mese di aiuto a ore, cioè intorno a 31 ore a settimana. Sotto quella soglia l’aiuto a ore costa meno e ti evita un rapporto di lavoro da gestire. Sopra, e soprattutto se servono le notti, la badante è la scelta economicamente sensata. Non c’è una risposta giusta in assoluto: dipende da quante ore servono davvero.

Quando la badante è la risposta giusta

Preferiamo dirlo qui, prima che tu perda tempo. Ci sono situazioni in cui l’aiuto a ore non basta e proporlo lo stesso sarebbe disonesto.

  • Quando serve presenza di notte, o qualcuno che ci sia se succede qualcosa alle tre del mattino.
  • Quando la persona non può restare sola per lunghi tratti della giornata, per esempio in caso di disorientamento.
  • Quando servono prestazioni sanitarie: terapie, medicazioni, iniezioni. Lì la strada è l’assistenza domiciliare sanitaria o un infermiere.
  • Quando l’aiuto serve tutti i giorni e per molte ore: oltre una certa soglia il conto lo dice da sé.

In tutti gli altri casi, e sono la maggioranza, poche ore alla settimana risolvono il problema vero: portare tuo padre a una visita senza prendere un giorno di ferie, non lasciare tua madre sola tutti i pomeriggi, avere qualcuno che faccia la spesa e i pasti.

Come funziona l’aiuto a ore

Calcoli il preventivo dal sito, scegli giorno e ora, e prenoti. Un operatore autonomo della rete accetta la richiesta e va a casa della persona. Paghi dopo il servizio, in base alla durata effettiva: se l’attesa dal medico è stata più corta del previsto, paghi meno. La carta si registra solo come garanzia.

Se vuoi i conti nel dettaglio, l’articolo su quanto costa l’assistenza per anziani a domicilio mette a confronto tutte le voci, badante compresa. E se il problema non è quale soluzione scegliere ma convincere un genitore ad accettarla, ne parliamo in questa guida.

Domande frequenti

Qual è l’alternativa alla badante?

L’aiuto a ore: un operatore autonomo che viene a casa solo per le ore che servono, prenotate quando servono, senza contratto di lavoro e senza che nessuno viva in casa. Costa da 12,50€ l’ora ed è pensato per chi ha bisogno di qualche ora alla settimana, non di una presenza continua. L’altra alternativa, gratuita o quasi, è il servizio pubblico del Comune e dell’azienda sanitaria, che però ha requisiti, tempi di attesa e un monte ore limitato.

Esiste la badante a ore?

Chi cerca “badante a ore” di solito ha bisogno esattamente di questo: qualche ora di aiuto, non una convivente. La differenza è che una badante, anche a ore, è una lavoratrice domestica che la famiglia assume, con contratto, contributi e adempimenti. L’aiuto a ore con operatori autonomi copre lo stesso bisogno pratico senza che tu diventi datore di lavoro: prenoti la singola volta e paghi solo quella.

Quando conviene la badante e quando l’aiuto a ore?

Il discrimine è la continuità, non il tipo di attività. Se serve presenza di notte, sorveglianza costante o assistenza per tutta la giornata, la risposta giusta è la badante e te lo diciamo apertamente. Se servono poche ore alla settimana, in orari che cambiano, l’aiuto a ore costa meno e non ti carica di un rapporto di lavoro. Il punto di pareggio economico sta intorno alle 31 ore a settimana.

Quanto costa davvero una badante convivente?

Circa 1.839 € al mese, cioè attorno ai 22.000 euro l’anno, per una convivente a 54 ore settimanali inquadrata al livello C Super con vitto e alloggio. Di quella cifra alla lavoratrice arrivano circa 1.121 € netti: il resto sono contributi, tredicesima e TFR, cioè il costo del lavoro regolare. Una parte rientra con la deduzione dei contributi e la detrazione del 19%.

Senilia è un’agenzia di badanti?

No. Non collochiamo personale, non ci occupiamo di contratti di lavoro domestico e non proponiamo persone che vivono in casa. Mettiamo in contatto le famiglie con operatori autonomi per un aiuto a ore, prenotato dal sito quando serve. Se quello che serve è una convivente, la strada è un’agenzia per il lavoro domestico o il passaparola, e conviene saperlo subito.

Devo firmare un contratto o assumere qualcuno?

No. Non c’è nessun contratto di lavoro da gestire, nessuna busta paga, nessun adempimento con l’INPS e nessun preavviso da dare. Prenoti le ore che servono e ricevi una ricevuta per il servizio svolto. Se un mese non ti serve niente, non paghi niente.

E il servizio pubblico? Non basta quello?

Per alcune persone sì, ed è giusto provarci prima: costa poco o niente. Ha però requisiti di accesso, una valutazione da attendere e un monte ore che raramente copre tutto il bisogno di una famiglia. Nella pratica i tre binari convivono spesso: il pubblico per la parte sanitaria e per le ore che riesce a dare, il privato a ore per il resto.

Cosa non fate?

Non facciamo presenza notturna né convivenza, non facciamo prestazioni sanitarie (iniezioni, medicazioni, terapie) e non facciamo pulizie domestiche come servizio a sé. Gli operatori accompagnano, fanno compagnia, preparano i pasti, fanno la spesa e le commissioni e tengono in ordine quello che serve durante le ore in cui sono lì.

Vuoi vedere quanto costerebbe nel tuo caso?

Il preventivo si calcola dal sito in un minuto, senza registrarsi e senza che ti chiami nessuno. Se preferisci parlarne, rispondiamo al telefono.